Zuccari Olio Essenziale Cajeput 10 ml

di Zuccari


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Zuccari Olio Essenziale Cajeput 10 ml

€ 8,50

Disponibile



Nome volgare: Cajeput
Nome botanico: Malaleuca leucadendron
Famiglia: Mirtaceae
Sinonimi e nomi stranieri: Melaleuca minor, tea tree bianco, albero bianco, pianta-spazzolino, albero della corteccia di carta. Cajeputoel, oil of cajeput o cajuput, essence de cajeput.
Costituenti principali: 1,8-cineolo (oltre il 60%), alfa-terpineolo, cariofillene, alfa e beta pinene, gamma-terpinene, mircene, timene, sabinene.
Predominanza: E’ ritenuto uno dei più potenti antisettici naturali esistenti. Malgrado questa qualità che lo annovererebbe a pieni voti nelle sostanze yang la presenza di una forte componente di esteri calmanti e armonizzanti ne esaltano l’aspetto femminile, yin. La capacità di attrarre e sviluppare la nostra componente maschile ne conferma la collocazione femminile.
Nota: L’alta volatilità e velocità d’azione ne determinano la nota di testa.



Pianeta governatore: La velocità di azione di questo olio e l’attività mirata allo scambio di calore, ossigeno e comunicazione fanno annoverare questa sostanza in quelle dominate dal pianeta mercurio.
Chakra di riferimento: Per la sua peculiare azione sul sistema respiratorio si definisce questa sostanza attiva principalmente sul 5° chakra.
Aspetto fisico: Il cajeput è una pianta che può superare i 15 metri di altezza, ma generalmente il materiale utilizzato per la distillazione proviene da piante più giovani ed ancora piccole, per la minore difficoltà di raccolta. Ha foglie folte e fiori bianchi. Il tronco è ricoperto da una spessa e friabile corteccia bianca molto spettacolare, tanto che il suo nome “cajaputi”, in indiano, significa proprio “albero bianco”. La parte utile all’estrazione viene raccolta durante tutto l’anno.
Provenienza: Il cajeput cresce in maniera diffusa nelle Mollucche ed in
altre regioni Indonesiane, nella penisola Malese, nell’Australia settentrionale, nel Queensland e nel Nuovo Galles del Sud. Pare che in seguito alla sua scoperta, nel 1796 in Malesia, sia stata importata in Florida con un notevole successo come pianta ornamentale.
Parti impiegate: La foglia e rametti terminali freschi.
Metodi estrattivi: L’estrazione avviene per distillazione in corrente di
vapore. Generalmente questo processo si effettua sul posto in quanto l’olio così ricavato viene usato moltissimo in oriente, per le sue proprietà curative. Si distillano i rametti e le foglie previa leggera fermentazione in sacco.
Caratteristiche: Liquido limpido incolore o color verde-giallo. La colorazione è dovuta all'ossidazione del rame, ceduto dagli alambicchi, oppure alla presenza di sostanze vegetali colorate come la clorofilla. Ha un odore speciale, grato, che ricorda quello della canfora e del rosmarino, con sapore prima acre, bruciante e poi rinfrescante e amaro, aromatico.
Conservazione: Se ne consiglia la conservazione in bottiglie ben chiuse di vetro scuro, possibilmente blu, da tenere in luogo fresco, al riparo dalla luce.
Capacità di stimolo emozionale: L’olio essenziale di cajeput crea atmosfere aspre e frizzanti in cui lo scambio, l’intesa e la comunicazione regnano sovrani.
Particolarmente indicato a chi fatica a trovare empatia col mondo circostante, riduce la mancanza di fiducia in sé, a chi ha debolezza di carattere e tendenza alla sottomissione. Il cajeput farebbe pensare in tutto e per tutto all’eucalipto se non fosse per il suo effetto calmante e rasserenante che permette di dormire bene e profondamente, a differenza del suo simile, fortemente stimolante e attivo. Si rende utile in situazioni particolarmente difficili, dove agisce come stimolatore della nostra forza di volontà ed orgoglio, riesce a scovare ed estrarre da ognuno di noi la parte maschile in difetto rendendola così, efficace.
Altri usi: L’olio essenziale di cajeput viene impiegato principalmente, in campo farmaceutico, come antisettico in odontoiatria e farmaceutica e come antireumatico. Lo si trova quindi in sciroppi espettoranti e balsamici, in pastiglie per la gola e collutori ed in unguenti o pomate per dolori. Trova largo uso in formulazioni di insetticidi di tipo naturale. Il suo utilizzo in campo cosmetico ed alimentare non è molto diffuso.
Precauzioni e controindicazioni all’uso: Non esistono particolari precauzioni al suo uso. E’ ben tollerato, non è tossico, non causa sensibilizzazioni. L’unica avvertenza degna di nota è il fatto che, in alte concentrazioni, può irritare la pelle. E’ opportuno saggiarne semplicemente la sensibilità individuale con poche gocce su di una zona circoscritta di pelle prima dell’impiego.
Annotazioni storico-culturali: Il suo nome deriva dalla lingua della penisola Malese dove viene chiamato “cajaputi”, che significa “albero bianco”, per il colore del suo legno. In Europa ed in America non è molto usato, o perlomeno non gode della fama e tradizione dei paesi orientali. In Oriente, infatti, viene considerato una potente medicina e consumato in grandi quantità. Soprattutto a Giava, in Malesia, in India e nella Cina meridionale viene utilizzato per la cura di raffreddori, mal di gola, mal di testa, mal di denti ed altri dolori. E’ utilizzato perfino per febbri come il colera. Nella tradizione erboristica occidentale viene usato soltanto l’olio, noto perché suscita una sensazione di calore.
Armonizzazioni con altri oli essenziali: Rosmarino, lavanda vera 40/42, garofano (chiodi), ginepro (bacche) e menta piperita.


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